Cuore d’inchiostro – Ornella Albanese e L’Anello di Ferro

Scrivere può essere molte cose.

Una professione, un passatempo, uno sfogo.

La scrittura può assumere varie forme, diventare un romanzo con una tiratura da un milione di copie o un manoscritto in attesa in un cassetto polveroso.

Non ha importanza. Qualsiasi sia il motivo per cui si scrive, qualsiasi sarà la strada che le nostre parole intraprenderanno nel mondo, ciò che darà voce  all’inchiostro, steso su carta o lampeggiante su uno schermo, sarà il cuore. L’emozione e il sentimento che permettono alle parole di prendere vita.

Cuore d’Inchiostro darà voce proprio a questo. All’emozione e ai sentimenti che pulsano dietro la scrittura. Gli autori ospiti ci parleranno della loro personale esperienza,  dei romanzi e della loro professione sotto un altro punto di vista…

Oggi sarà ospite Ornella Albanese che ci parlerà della nascita del suo romanzo “L’anello di ferro”

 


Articolo di Ornella Albanese.

Ci sono due modi di scrivere romanzi: per mestiere oppure per passione.

Se si è fortunati, queste due modalità possono coincidere. E se non si è fortunati, come arrivarci?

Non è troppo difficile. Anche se si scrive per mestiere, si deve privilegiare l’emotività. Mai cimentarsi con temi di cui non si è convinti solo per seguire un trend o per “catturare” lettori.

Se una storia ti muove qualcosa dentro significa che è la tua storia.

Si può anche scriverla sotto contratto, e quindi per mestiere, ma ci si approccia alla scrittura con lo stesso stato d’animo della prima volta.

Ecco come capire se la storia è quella giusta.

Si deve rinnovare ogni volta l’adrenalinico incantesimo dell’emozione.

E adesso vi racconto la storia un romanzo scritto sull’onda della pura emotività.

Ormai collaboravo in modo continuativo con Mondadori per i Romance storici. Ne scrivevo uno l’anno e a volte anche due, quindi ero sempre sotto contratto. Il mio ultimo, “L’avventuriero che amava le stelle”, rigorosamente autoconclusivo, aveva avuto molto successo e tutti volevano un seguito: lettori ed editor. Io all’epoca odiavo i sequel (adesso li adoro). Avevo molti dubbi e tergiversavo, riluttante a scrivere qualcosa che non mi convincesse fino in fondo.

In pratica, non mi importava di avere un bel contratto in attesa.

E così, mentre tergiversavo, mi sono seduta al pc davanti allo schermo bianco e ho cominciato a scrivere. Senza un’idea, scrivere e basta. In realtà pensavo di proporre a Mondadori qualcosa di diverso dal sequel che volevano.

Però già dalle prime pagine ho capito che il romanzo non sarebbe mai andato bene per quella collana. E man mano che procedevo, ne ero sempre più convinta. Non si trattava di un romance. O per meglio dire non era solo un romance. E così mi sono sentita all’improvviso libera. Non avevo limiti di battute e neppure confini entro cui far muovere la storia. Il mio “non solo romance” si è nutrito di questo senso di libertà e dell’emozione che ne scaturiva.

Allora ho cominciato a seguire d’istinto i tanti sentieri che possono diramarsi da un intreccio. Ho dato spazio all’avventura, alle molte voci di personaggi che premevano per trovare il loro spazio e, a un certo punto, una frase scritta per caso nelle primissime pagine mi ha anche suggerito una forte componente noir.

Sei stupida, mi dicevo. Con questo romanzo non andrai da nessuna parte. Non rientra in nessun genere. Stai solo perdendo tempo.

Eppure sembravo posseduta. Andavo avanti a scrivere e l’emozione sembrava scorrermi sottopelle ogni volta che mi sedevo al pc e ancora di più quando, per vari motivi, non potevo farlo.

Lo chiamavo “il mio romanzo inutile”, scritto solo per seguire un estro emotivo. Una volta finito, con grandissimo fervore e fiumi di adrenalina, l’ho lasciato lì. Avevo un contratto in attesa ed era passato troppo tempo. Ma la cosa incredibile è stata che all’improvviso, nel momento stesso in cui ho letto l’ennesimo commento di una lettrice che chiedeva un seguito de “L’avventuriero che amava le stelle”, mi è esplosa un’idea e ho subito cominciato “Il profumo dei sogni”, diventato poi il secondo volume della Trilogia dell’Amore Inatteso. Addirittura una trilogia, da non crederci, e poi ne è seguita un’altra, sempre per Mondadori.

51Dvhvk8FkL._SY346_E il mio amato romanzo inutile che fine ha fatto?

Quando l’editore Sergio Fanucci mi ha scritto per chiedermi una collaborazione con la sua casa editrice… caspita, avevo già una storia pronta da proporgli!

Il mio amato romanzo scritto solo seguendo istinto ed emozione era “L’anello di ferro” ed è stata la mia prima creatura ad approdare in libreria.


 Ornella Albanese
Dopo un’assidua collaborazione alla narrativa di riviste a tiratura nazionale con racconti gialli e rosa, l’autrice ha pubblicato quattordici romance storici (di cui due trilogie) per la collana I Romanzi Mondadori. Per Leggereditore ha pubblicato L’anello di ferro, che adesso ripropone in digitale, e il pluripremiato L’Oscuro Mosaico.
È di nuovo in libreria con Il sigillo degli Acquaviva, per Leone Editore, la storia del guerriero Saraceno Yusuf Hanifa.
http://www.ornellaalbanese.it

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