Diario di bordo – I personaggi – Lewis Hawk il Duca di Groundale

Anno nuovo. Nuovi propositi. Blog nuovo? Si spera. Purtroppo, la vita non sempre ci dà la possibilità di fare tutto quello che abbiamo progettato e negli ultimi mesi ho dovuto, causa forze maggiori, abbandonare il blog che è rimasto in un angolino ad aspettarmi per mesi.

Ma è inutile piangere sugli articoli non scritti e allora inauguro il 2019 parlandovi di ciò che amo fare. Scrivere, ovviamente. Prendete queste parole come pensieri sparsi tratti da un diario di un’autrice. Questo sono, confidenze tra autore e lettore. O vaneggi di una poveretta che scrive troppo, chi lo sa!

Si parla spesso tra scrittori e lettori di cosa renda davvero unica una storia. Io ho sempre pensato che, oltre alla trama, quel che trafigge il cuore di un lettore siano proprio i personaggi.

E a volte è l’autore il primo a essere coinvolto, travolto e folgorato da un suo personaggio.

Ne ho uno in particolare che mi ha fatto questo effetto.

Doveva essere solo una comparsa. Uno di quei protagonisti che compaiono di sfondo, il cui destino è quello di dire qualche battuta ed essere dimenticato in favore della trama e dei protagonisti principali.

Nella prima stesura de “La Caccia” seguito della Stella di Giada, avevo bisogno di un governatore.  Dovevo inserire un uomo in vista della nobiltà inglese, nulla di più, raccontare che la città era andata avanti, aveva una nuova amministrazione e nient’altro. Trovo un nome veloce, lo descrivo e penso di dimenticarmene per sempre.

E invece tra le mani mi sono ritrovata un protagonista che si è plasmato dal mio istinto e mi ha conquistato a tal punto da guadagnarsi il ruolo di comprimario. Non solo, dopo aver accantonato il romanzo in cui compariva per migliorarlo con ulteriore riscrittura, Lewis si è intascato il diritto ad avere un romanzo tutto suo insieme alla consorte che doveva essere l’unica ad avere un ruolo forte nella prima stesura.

Impossibile per un autore scegliere un vero preferito tra la rosa dei suoi protagonisti di carta eppure Lewis sarà sempre il simbolo della creatività più istintiva, della magia della scrittura che non sempre è incline a seguire la ragione della mente, a rimanere fedele al proprio schema iniziale. Ogni tanto, quando sono in crisi, e le trame si ingarbugliano, penso al Duca di Groundale, e mi tranquillizzo.

A volte l’unico modo per uscire da un blocco e quello di lasciar fare alla parte più nascosta di noi, là dove aspettano personaggi che non avremmo mai pensato di creare.