La Taverna degli Autori – La chiave d’oro – di Regina Pozzati.

Oggi, per la rubrica “La Taverna degli Autori“, ospito Regina Pozzati che presenta il suo romanzo La Chiave d’oro.

Sinossi. Mar Mediterraneo, 1314
Quando il crudele capitano Croix assalta la maestosa Arcadia, l’ultima cosa che si aspetta è di trovare la sua stiva vuota. La famiglia a cui appartiene, quella dei Chillemi, è infatti una delle più ricche e prestigiose di Roma. Sarà l’intuito a guidarlo verso il segreto che nasconde e che accomuna due individui all’apparenza inconciliabili.
L‘amuleto al collo della giovane Evelina, figlia dell’uomo a cui è stato dato l’incarico di ripulire le acque del Mediterraneo dai pirati, è infatti perfettamente identico ad uno che Croix ha già visto addosso al capitano di una nave da guerra francese. Un uomo, le cui ultime parole sono state “Je n’ai pas parlé”.
Non ho parlato.











L’autrice. Regina Pozzati nasce a Bologna, città che ama immensamente. Sogna storie sin da quando è bambina, accompagnata dalla magia di suo padre, illusionista per passione, e dalle letture che hanno riempito le sue giornate. Coltiva l’amore per la scrittura con la stessa caparbietà con cui conduce la propria vita. Ama finire le cose che inizia e adora le sfide.
Si trasferisce a Milano il giorno stesso in cui si laurea, per amore e contro al volere della propria famiglia. Riversa tutta se stessa in quello che scrive, fondendo insieme generi diversi e dando vita a personaggi marcati, capaci di essere amati e odiati con la medesima intensità.

L’intervista. Com’è nata l’idea per questo romanzo?

Ciao Stefania, innanzitutto grazie di avermi ospitato, mi fa sempre piacere ricevere l’attenzione di una scrittrice come te, che peraltro ho già avuto modo di leggere e apprezzare!
L’idea de “La Chiave d’Oro” è nata esattamente nei luoghi in cui si svolge, ovvero durante una crociera nel Mar Mediterraneo. Purtroppo si trattava di un impegno di lavoro e così, complice il tono monocorde di un oratore particolarmente insulso, per vivacizzare la giornata mi sono voltata verso il mare e ho lasciato la mente libera di viaggiare nello spazio e nel tempo…
Il mio amore per i pirati ha fatto il resto e dove non è arrivata la fantasia, è arrivata la realtà. In quell’occasione, infatti, ho avuto la fortuna di vedere dal vivo alcuni dei luoghi che ho successivamente inserito nel romanzo.

Si tratta di una saga o di un romanzo autoconclusivo. Hai in progetto un sequel/prequel o uno spin-off su questa storia?

“La Chiave d’Oro” nasce come romanzo autoconclusivo. In seguito alla sua pubblicazione, e su richiesta di alcune lettrici, mi sono decisa a scrivere anche due spin-off: uno ambientato prima della storia vera e propria e uno collocato qualche mese dopo.
Per scelta ho reso “L’Assassino”, il racconto che precede le vicende del romanzo, scaricabile gratuitamente in tutti gli store, mentre “La Vendetta di Eva”, che contiene alcuni elementi che avrebbero potuto guastare la lettura de “La Chiave d’Oro”, si può trovare unicamente sul mio sito.

Quali sono i personaggi che ami di più della tua storia?

Chiedere a uno scrittore quale personaggio ama di più, è come chiedere a una madre quale figlio preferisce! Ovviamente non posso risponderti, ma posso dirti che mi sento particolarmente legata alla protagonista, Evelina Chillemi, perché abbiamo fatto entrambe un percorso difficile e siamo state entrambe chiamate a scegliere tra la sicurezza della famiglia in cui siamo cresciute ed il cuore.

Che cosa troveremo nel romanzo?

Ho cominciato a scrivere perché non riuscivo a trovare nei libri quello che cercavo. Amo le storie capaci di mischiare insieme diversi elementi: mistero, amore, avventura, intrighi… “La Chiave d’Oro”, difatti, è un insieme di tante cose.
Chi la leggerà troverà sicuramente una bella storia d’amore, ma troverà anche battaglie per mare, segreti, tradimenti e persino inganni. Mi piace pensare che chi la leggerà troverà sicuramente qualcosa capace di colpirlo, fosse anche soltanto per le ambientazioni o per le sensazioni che mi sono sforzata di far vedere e sentire al lettore sin dal principio.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere quest’opera?

Ho cominciato a scrivere “La Chiave d’Oro” nel maggio del 2006. Ricordo di averla finita quell’anno, ma allora la storia era abbastanza diversa dalla sua versione attuale. Nel 2012 ho rivisto completamente incipit, stile e parte della trama. L’ho pubblicata su un sito si scrittura amatoriale. È stato allora che i lettori mi hanno proposto di presentarla a qualche editore e che è nato il mio desiderio di condividerla in maniera ancora più ampia.
Nel 2014 mi sono dedicata seriamente all’editing, ho ricontrollato i dettagli storici e nel gennaio del 2015 l’ho pubblicata in autonomia. Con il senno di poi è stato un percorso lungo, che però ripeterei mille volte ancora perché mi ha permesso di entrare in contatto diretto con tanti lettori che amano le mie stesse letture e che in questo modo hanno avuto modo di conoscermi e apprezzarmi.

Come mai hai deciso di auto pubblicare quest’opera? Quali sono le difficoltà e i pregi di questa scelta?

Non sono una persona particolarmente paziente. I tempi di risposta editoriali non fanno per me, inoltre amo curare personalmente tutto quello che faccio e così, complici alcune lettrici – a loro volta autrici oltre che amiche – che mi hanno consigliato l’auto pubblicazione ho optato per questa scelta.
Nel self ho trovato la libertà che cercavo di esprimermi senza dover rendere conto al mercato, ma ho trovato anche diverse responsabilità come quella di occuparmi di tutto e di offrire al lettore un prodotto all’altezza delle aspettative. Mi sono divertita a realizzare i book-trailer, i teaser e a collaborare con mio marito per la creazione della copertina (realizzando così anche il suo sogno di grafico).
Mi sono impegnata con tutta me stessa, togliendo anche tempo alla mia famiglia, e sono fiera di potere affermare che ad oggi non me ne sono pentita, ma che anzi mi sento ancora più incentivata a continuare questa esperienza e a rivedere e pubblicare tutti i libri che ho nel fantomatico “cassetto”.

Cosa ti ha spinto a cimentarti nell’impresa di scrivere un romanzo storico? Come mai hai scelto proprio quest’epoca e quali sono gli altri contesti storici che ami e di cui vorresti scrivere?

Amo da sempre perdermi in tempi e mondi lontani. Lo faccio quando scrivo fantasy e anche quando scrivo storici. Non amo un periodo piuttosto che un altro. Quando arriva quell’idea di cui ti innamori e che ti tormenta persino la notte non puoi fare a meno di inseguirla e tradurla in parole. Per me è sempre stato così, semplicemente.
Mi rendo conto che l’epoca che ho scelto è insolita. La pirateria vera e propria vedrà il suo massimo splendore qualche secolo più tardi, però c’è un motivo per tutto e agli inizi del ‘300, in effetti, le incursioni nei mari sono aumentate esponenzialmente a causa di un accadimento storico che ho voluto riprendere nel libro, ma di cui ora preferisco non anticipare nulla per non rovinare la lettura.
In questo momento, comunque, sto lavorando su un periodo completamente diverso per la mia prossima opera: ci troviamo all’epoca delle conquiste vichinghe, tra ghiacci, rune, violenze e dei arcani.

Quali sono gli aspetti del tuo romanzo che ami di più e che vorresti far arrivare al cuore dei tuoi lettori?

Più scrivo, più mi rendo conto che c’è un aspetto ricorrente nei miei scritti, ovvero la ricerca della libertà. Sono sempre stata una persona forte e indipendente, capace di prendere decisioni anche difficili.
Quando scrivo, lo faccio con la speranza di poter trasmettere agli altri questa forza ed il messaggio che anche se viviamo in un mondo molto difficile, non occorre smettere di sognare.

Parlaci un po’ di te e delle altre tue opere.

Di me non c’è molto da dire, in realtà. Forse è più facile capirmi tra le righe di quello che scrivo che chiedermelo. Diciamo che nella vita vera lavoro con i numeri, tanti numeri, per questo appena posso mi piace lasciare la fantasia libera di viaggiare e perdermi in mille mondi diversi!
Le mie opere sono tutte frammenti della mia anima; specchi delle cose che amo. “La Chiave d’Oro” deriva dal mio amore per i pirati, “In una Parola”, che ho appena pubblicato, viene dal mio amore per l’Oriente e per il deserto. Al mio attivo ho una dozzina di libri degli argomenti più diversi (vampiri, spionaggio, fantascienza) ed amo ciascuno di loro in maniera diversa (un po’ come i miei personaggi).
Come ho avuto modo di  dire in questo momento sto revisionando un’opera a cui tengo moltissimo ambientata in epoca vichinga: “La Strega Rossa e lo Straniero”. La mia speranza è quella di poterla pubblicare entro l’estate, ma non so se ci riuscirò perché è una storia che merita di essere letta, a cui tengo moltissimo e che dona grandi emozioni a chi è disposto ad affrontarla.
Di sicuro non ho intenzione di annoiarmi…

Lasciaci assaggiare il tuo romanzo. Regalaci tre citazioni (quattro/cinque righe) tratte dalla tua opera.
Lo faccio molto volentieri, Stefania, ed oltre a questo ti ringrazio per avermi concesso il tuo spazio e il tuo tempo.
Tratto da “L’Assassino”, spin-off/prequel de “La Chiave d’Oro”
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Per un istante l’odore dei fiori di loto lo portò indietro nel tempo, ricordandogli che anche se due anni prima aveva scelto di solcare il mare a bordo di una nave pirata, la sua natura era molto più affine al sangue, che al sale. Strinse i pugni, ma non chiuse gli occhi. Davanti a lui una falce di luna illuminava il deserto del Negev ed oltre ad esso luoghi che conosceva fin troppo bene, destinati a ricordargli sempre che in un tempo non troppo distante era stato anche assassino.
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Tratto da “La Chiave d’Oro”
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Restò immobile, in attesa, mentre l’odore della polvere da sparo penetrava dalle fessure del legno e la costringeva a filtrare l’aria con una mano.
«Cosa significa?» Domandò agitata
«Gli abbiamo dato un avvertimento. Se ci vogliono, devono sapere che dovranno combattere.»
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Un desiderio del tutto nuovo, inarrestabile e potente come la tempesta, le era esploso dentro, tanto da costringerla ad abbracciarsi il corpo con le mani nel tentativo di arginarlo. Era come se Croix le avesse fatto un incantesimo e l’avesse costretta ad aprire gli occhi per la prima volta nella sua vita. Attraverso le scelte che aveva fatto – il mare, la libertà, il vento – le aveva mostrato un futuro diverso; l’aveva tentata al punto da farle accettare situazioni improponibili ed emozioni impronunciabili. Eve riaprì gli occhi. Voleva rivederlo, anzi, doveva rivederlo.
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La Taverna degli Autori – Sono solo un marinaio – di Patrizia Ines Roggero

Oggi per la rubrica “La Taverna degli Autori” ospito Patrizia Ines Roggero che presenta il suo romanzo “Sono solo un Marinaio” edito dalla Triskell Edizioni.

Sinossi. Alyce e Elisabeth sono due giovani donne inglesi, dirette con i rispettivi mariti in America per cominciare una nuova vita. Il destino però ha in serbo altro per loro: scampate per miracolo a un attacco di pirati, si trovano abbandonate in mezzo all’oceano, fino a quando vengono salvate da un’altra nave di corsari, comandata dal capitano Kole Tyler.

Fulminea e violenta è la passione che nasce tra Alyce e il secondo di Kole, Jack Ryden, ma i dubbi della donna frenano quest’amore nascente. E quando finalmente vi cederà, lei e Jack dovranno fare i conti col passato dell’uomo.

  Link per l’acquisto

Titolo:Sono solo un Marinaio

Editore: Triskell Edizioni

Disponibile in versione ebook e cartaceo





L’autrice. Patrizia Ines Roggero nasce a Genova nel 1979. Ad oggi ha pubblicato il romanzo Sono solo un marinaio (Triskell Edizioni), la trilogia Paradise Valley, il racconto Asso di cuori (collana Passioni romantiche – Delos Digital) e la raccolta di frasi e dialoghi Parola di suocera e parenti vari (Galassia Arte).
Alcuni suoi racconti sono presenti nelle antologie di Puntoacapo Edizioni, Delos Books e nei progetti delle Amiche di Penna.

Sposata e mamma di una bambina, è appassionata di storia americana, soprattutto per quanto riguarda l’epopea western e la cultura dei Nativi Americani e, insieme ad altre tre autrici, amministra il gruppo Facebook Io leggo il romanzo storico.


L’intervistaCom’è nata l’idea per questo romanzo?

Ciao Stefania e grazie per avermi concesso questo spazio! L’idea di scrivere Sono solo un marinaio è nata dopo aver letto un saggio sulla storia dei pirati. L’atmosfera dell’epoca, la vita a bordo, i personaggi pittoreschi, si sposavano perfettamente con la mia idea di eroe romantico e quindi da qui è nata la trama di questo romance dal sapore “piratesco”.

Si tratta di una saga o di un romanzo autoconclusivo. Hai in progetto un sequel/prequel o uno spin-off su questa storia?

È un romanzo autoconclusivo che però vedrà un secondo e, forse, terzo libro. Sto già lavorando al sequel, sono ormai a più della metà e spero di pubblicarlo presto!

Quali sono i personaggi che ami di più della tua storia?

Domanda difficile! Di questo romanzo amo tutti i personaggi maschili… Jack Ryden per il modo in cui il suo personaggio evolve durante la storia, Kole Tyler per la sua lealtà e Thomas Lee perché lo trovo un’irresistibile canaglia, ma lo conosceremo meglio nel sequel che lo vede protagonista di un’intensa storia d’amore e azione.

Che cosa troveremo nel romanzo?

Sentimento, passione, amicizia, rimpianto e odio. Credo siano gli ingredienti principali della storia. Direi che è un romance dei più classici.

Quanto tempo hai impiegato a scrivere quest’opera?

Tra ricerche storiche, stesura e editing, ho impiegato nove mesi, è stato un po’ come procreare! Poi cinque anni dopo la prima pubblicazione ho deciso di rivedere l’intero romanzo e quindi c’è stato un altro lungo lavoro di revisione della trama e del testo per giungere a questa seconda edizione.

Come mai hai scelto di pubblicare con un editore? Quanto è stata difficile la scelta della casa editrice? Pubblicheresti mai un’opera in self?

Sono solo un marinaio nasce come opera self, la prima edizione del 2008 è uscita infatti in cartaceo con la Boopen Editore, che era una casa editrice on demand. L’esperienza non è stata delle migliori, quindi ho deciso poi di toglierlo dal commercio e tentare con un editore. L’ho inviato alla Triskell Edizioni che ha creduto in lui e in me, e ne sono molto felice.
Ho già pubblicato in self publishing la trilogia Paradise Valley e l’esperienza ha superato di gran lunga ogni mia aspettativa, quindi continuerò di certo anche su questa strada, capace di regale davvero grandi soddisfazioni e molta visibilità.

Cosa ti ha spinto a cimentarti nell’impresa di scrivere un romanzo storico? Come mai hai scelto proprio quest’epoca e quali sono gli altri contesti storici che ami e di cui vorresti scrivere?

Cosa mi ha spinto? Credo l’autolesionismo, non c’è altra spiegazione! A parte gli scherzi, leggo da sempre romanzi con ambientazioni storiche, fatico proprio a leggere libri ambientati ai giorni nostri, quindi mi è venuto naturale scrivere di epoche passate. Adoro l’atmosfera dei tempi passati, il romanticismo, gli abiti, le battaglie, le armi… insomma, tutto ciò che fa sognare o crea pathos e azione.
Ho scelto il XVII secolo perché era l’epoca in cui si sono svolti alcuni fatti che volevo inserire nel romanzo. Il contesto storico che amo di più resta comunque quello dell’epopea western. Diciamo che i secoli nei quali mi piace “muovermi” vanno dal VXII al XIX, con una predilezione per i personaggi del popolo e non della nobiltà.

Quali sono gli aspetti del tuo romanzo che ami di più e che vorresti far arrivare al cuore dei tuoi lettori?

Essendo un romance, non posso che dire la storia d’amore e la componente emozionale, ma in questo romanzo c’è anche una bella storia di amicizia, da non sottovalutare.

Parlaci un po’ di te e delle altre tue opere.

Sono una mamma di 36 anni che cerca di scrivere nel caos perenne che regna in casa nostra! Vivo a Genova e, a parte un marito e una figlia, ho anche due bassotti nani.
Le altre opere che ho scritto sono “La trilogia Paradise Valley” disponibile nei tre titoli separati o in volume unico. L’ambientazione è western, e narra la difficile storia tra un mezzosangue lakota e una bianca.
Poi c’è “Asso di cuori”, un racconto romance, sempre con ambientazione western. Qui si parla di un amore finito, che pretende una seconda possibilità…

Lasciaci assaggiare il tuo romanzo. Regalaci tre citazioni (quattro/cinque righe) tratte dalla tua opera.

Eccole e ancora grazie per questa bella intervista!
 ***
Tre giorni di viaggio e poi sarebbero approdati sulla loro isola e lì sarebbero rimasti fino al viaggio successivo, si disse, riempiendosi gli occhi del luccichio di quel primo sole sulla superficie quasi immobile del mare. Aveva osservato la notte cedere il posto al giorno, colorando cielo e mare d’infinite tonalità di rosa e, anche dopo tutti quegli anni trascorsi a navigare, era uno spettacolo che ancora riusciva a levargli il fiato.
***
“La Lady Sarah”, ripeté silenziosamente. La nave che lo aveva visto capitano, con le sue belle vele candide, la poppa dorata, il cassero dove aveva alloggiato, il ponte dal quale aveva diretto e vinto tante battaglie… Si riempì gli occhi con quella vista che gli riportava alla mente un passato del quale ormai non gli restava che il ricordo.
***
Non tentò neppure di fermarlo quando avvertì la sua mano stringerle il seno e non protestò quando lo udì sussurrarle sulle labbra tremanti che avrebbe fatto l’amore con lei, lì in quella grotta, in quel preciso momento.
“L’amore…”, pensò socchiudendo gli occhi, avrebbe fatto l’amore con lui e non provava nemmeno un briciolo di vergogna.
***

Storie di creatività – Emanuela Ruggeri – La taverna degli incontri (2)

Stasera ospito nella taverna una giovane autrice che condivide con me ben due passioni: quella per la scrittura e quella per il mondo dei pirati.
Emanuela Ruggeri, 22 anni di Roma, è laureata in Letteratura e Linguistica Italiana all’Università Roma Tre, scrive settimanalmente recensioni di libri e di film sul sito Ultimariga e ha pubblicato il suo primo romanzo per ragazzi ‘La vendetta dei pirati’ con il Gruppo Albatros il Filo.

1.      Come mai sei affascinata dai pirati?

Sono sempre stata affascinata dai pirati, fin da piccola. Non saprei dire per quale motivo in particolare, ma ricordo che da bambina i miei genitori mi comprarono pugnale e bussola perché desideravo essere un pirata o, meglio ancora, una bambina sperduta, come gli amici di Peter Pan. Per me il pirata è una figura affascinante, sinonimo di forza e di coraggio.
2.    Anche tu, come me, hai scelto  una donna come protagonista di un mondo prettamente maschile. A cosa è dovuta questa scelta?
Mi piace l’idea che una donna possa essere un pirata. Nel mio romanzo affronto proprio questo problema: il padre della protagonista, Mila, non crede assolutamente che la figlia possa diventare un pirata abile e coraggioso per il semplice fatto che è una donna. Per lui non sarebbe in grado di combattere né di resistere alla dura vita del mare. Mila, invece, riesce nel suo intento. E’ una ragazza spietata, che non teme nulla, nemmeno la morte. Ciononostante, possiede alcune caratteristiche prettamente femminili, come la dolcezza.
3.      Il tuo romanzo rientra nella categoria “ragazzi”. Quindi tante avventure e battaglie, ma nessun tono drammatico/cruento. Un libro per tutte le età? 
     E’ un romanzo adatto a tutte le età, consigliato a coloro che amano le avventure in mare. Non mancano battaglie e arrembaggi, ma non le definirei scene cruente. Drammatiche forte sì, ma non particolarmente violente.
4.      Quali temi vengono toccati durante la narrazione?
I temi che tocco maggiormente nella narrazione sono quelli dell’amore, dell’amicizia e della famiglia. I pirati della Drago Rosso sono cresciuti insieme su un’isola e per questo si considerano fratelli. Mi piace pensare che almeno tra di loro ci sia affetto, anche se poi sono spietati e terribili in mare. Mila, invece, dovrà affrontare una grande prova quando scoprirà che il suo migliore amico, di cui è innamorata, vuole sposare un’altra donna. 

5.      Hai svolto ricerche particolari per scrivere il libro?
Ho svolto numerose ricerche sulla pirateria. Volevo rimanere fedele il più possibile alla vera storia dei pirati. Ho letto diversi libri sulla pirateria, anche se poi, ai fini della storia, mi sono permessa di apportare qualche modifica. 
6.      Qual è il tuo pirata preferito, fra quelli realmente esistiti?
Tra tutti, il mio preferito è Barbanera, un pirata leggendario. Quando ho saputo che il suo corpo ruotò tre volte attorno alla nave prima di sprofondare negli abissi, sono rimasta a bocca aperta. Però, se devo essere sincera, il più spietato per me rimane Capitan Uncino, anche se, purtroppo, non è mai esistito.
 
7.      Un giudizio sulla famosa saga Disney “Pirati dei Caraibi”?
Il primo film mi è piaciuto tantissimo. La pirateria, vista da un punto di vista fantastico, è davvero divertente. Purtroppo, però, il mio interesse per la saga è scemato con gli altri film, nonostante li abbia visti tutti.
8.      Come nasce il tuo amore per la scrittura?
Scrivo da sempre. Ho cominciato da piccola con racconti brevi, poi all’età di dieci anni ho scritto il mio primo romanzo. Da quel momento non mi sono più fermata. Amo scrivere, perché mi fa sentire realizzata. Per questo il mio sogno più grande è quello di diventare una brava scrittrice.
9.      La musica ti aiuta nella stesura?

Nell’ultimo periodo molto. Di solito non scrivo con la musica in sottofondo, ma a volte mi è utile per immaginarmi meglio le scene e anche per ispirarmi. Ascolta musica diversa a seconda del libro che scrivo.
10.      Il miglior momento della giornata per scrivere?
Durante il giorno, anche se il più delle volte scrivo la sera. In ogni caso per me il momento migliore è quando arriva l’ispirazione.
 
11.      I tuoi futuri progetti?
 
Ci sono diversi progetti in cantiere. Adesso sto scrivendo un nuovo romanzo per ragazzi, che affronta la tematica amorosa. Mi piacerebbe poi metter mano al primo romanzo che ho scritto per sistemarlo e approfondire la storia.
 
12.      Sei soddisfatta dei titoli che trovi sugli scaffali delle librerie?
 Nella maggior parte dei casi sì. Quando vedo un libro, leggo subito la trama.   Se mi colpisce, allora lo compro. Solitamente i libri che ho letto non mi hanno mai delusa. Mi rendo conto però che delle volte gli editori pubblicano romanzi solo per il gusto di vendere e mi dispiace che ciò accada.
13.      I tuoi autori/ genere preferito?
I romanzi che più mi piacciono solo quelli d’avventura e quelli per ragazzi. Ci sono tantissimi autori che ammiro, tra cui la Rowling, Tolkien, Bernard Cornwell, il re del romanzo storico, e J. M. Barrie, l’autore di Peter Pan, la mia fonte di ispirazione per La vendetta dei pirati.
14.  Cosa pensi dell’editoria italiana e del fatto che ci sia pochissimo spazio per gli autori emergenti?
Adesso come adesso è davvero difficile per un autore emergente farsi notare o pubblicare con una grande casa editrice. Continuo a sentire che vanno avanti solo i raccomandati e le persone già famose. Molte volte è così e questo mi butta giù. Credo che l’obbiettivo di un esordiente sia comunque quello di farsi conoscere il più possibile, soprattutto se pubblica con una piccola casa editrice. Penso però che non bisogna mai smettere di sperare e di tentare fino alla fine. L’importante è che ci siano sempre passione e l’amore per la scrittura.

Ringrazio Emanula per essere stata con noi, ricordo che questo è il sito di riferimento Per La Vendetta dei pirati http://lavendettadeipirati.blogspot.it, qui trovate la pagina facebook.
Alla prossima.
Fania


Storie di Creatività – Antonella Arrigo -La Taverna degli Incontri 1

    Benvenuti allo Squalo Nero.

L’ospite di questa sera è Antonella Arrigo, pittrice.

Ho deciso di invitarla qui perché voglio farvi conoscere la mano che ha dato forma ai personaggi e alla copertina del mio libro.
Antonella ha ventisei anni e vive in Sicilia, in provincia di Messina. La nostra collaborazione nasce per caso. Iscritte tutte e due su un forum dedicato a una passione comune, quella per Caparezza, Antonella diventa lettrice del mio blog. Dopo aver seguito con passione le vicende della Stella di Giada, nasce una vera e profonda amicizia.
Antonella mette a disposizione il suo talento e, grazie a lei, il mio romanzo ha acquistato una veste grafica del tutto originale. Spero di collaborare con lei anche per i miei futuri progetti.
  1. Quando hai scoperto la tua passione per la pittura?
    Non so se ci sia stato un momento preciso nella mia vita. Mio padre dipinge da prima che io nascessi, quindi diciamo che la pittura c’è sempre stata nella mia vita.
  2. Che rapporto hai con la tua arte?
    Amore e odio. Meglio di così non potrei definire. Amore perché amo le cose che ritraggo, odio perché molte volte non sono soddisfatta del risultato. 
     
  3. Le tecniche che preferisci? Olio, acquarelli, matita..
    Tutte, compresa l’arte digitale. Vado un po’ a periodi, negli ultimi tempi ho molto usato la matita. Sono attratta dai contrasti tra bianco e nero.
  4. Quali soggetti/paesaggi ami dipingere di più? 
     
    Anche qui direi “tutto”, ma se devo scegliere, dico che mi piacciono particolarmente i ritratti e la figura umana.

  5. Esiste un particolare luogo del mondo che vorresti immortalare sulla tua tela? 
     
    Non ci ho mai pensato… la mia fantasia è piena di luoghi immaginari.
    Ma se avessi la possibilità di viaggiare molto, credo che in ogni parte del mondo troverei qualche scorcio da dipingere assolutamente.
  6. So che ami molto la musica, la ascolti mentre pitturi ?
    Certo che l’ascolto! La musica è una grandissima fonte d’ispirazione (come sai anche tu benissimo). 
     
  7. Sì, in effetti anche per me la musica è fondamentale. Quali sono, quindi, gli artisti che ascolti di più durante il tuo processo creativo?
    Sono parecchi…. Caparezza, Battiato, Within Temptation, Baustelle, Muse, Subsonica. E li ho scelti di volta in volta perché si intonavano al mio stato d’animo del momento. Ultimamente sono molto propensa ad ascoltare composizioni per solo pianoforte, o pianoforte e orchestra, come quelle di Ludovico Einaudi. Le trovo perfette come sottofondo al lavoro creativo perché mi rilassano.

  8. L’opera o le opere a cui sei maggiormente affezionata?
    Angel -Antonella Arrigo
    questo è stato il primo di una serie di quadri sullo stesso stile, ed è quello che sento più riuscito. Attualmente il mio capezzale 🙂
My Immortal -Antonella Arrigo
a questo quadro mi ci sento molto legata perché rimanda ad una canzone che adoro. È stato esposto per un certo periodo all’Accademia di Reggio Calabria.
Back in Time – Antonella Arrigo
è il ritratto di una persona a cui tengo molto.
Heavy Metal – Antonella Arrigo
questo è in digitale. Era nato con un aspetto molto diverso da quello che ha adesso, ma poi l’ho modificato adattandolo all’anima della persona a cui l’ho dedicato.
    8) Vivi vicino al mare, in una delle isole più belle del mondo, raccontaci del tuo rapporto con il paesaggio siciliano e dei luoghi che ami di più.
    Non molto tempo fa una persona mi faceva notare la mia fortuna di avere la stanza rivolta ad est, in modo da poter vedere il sorgere del sole e non avere palazzi a coprirmi parte della visuale. È vero, forse sono davvero fortunata (anche se raramente vedo l’alba). Amo i paesaggi della mia isola, non poteva essere altrimenti, ma in particolar modo amo la vista del mare. La passeggiata sul lungomare è ormai un bisogno che spesso sento, anche di notte. La massa d’acqua scura e le lucine di Reggio Calabria di fronte, sono delle cose molto piacevoli per i miei occhi, e a volte anche per l’anima.
  1. Non solo matite e pennelli lavori anche in dgital art Cosa ami produrre con questa forma d’arte?
    Fin’ora mi sono dilettata principalmente in paesaggi, realistici e meno realistici. E qualche piccola cosa di grafica pubblicitaria.
  2. Le cose che ti ispirano di più e il momento della giornata che preferisci per creare?

     Tra le cose che mi ispirano di più c’è sicuramente la musica, come ho        detto prima, ma anche vedere le opere di altri artisti è fonte di ispirazione. Nonché i vari viaggi mentali che faccio nei momenti più assurdi, tipo sotto la doccia. Il momento per creare è di solito un momento in cui so di poter stare in tranquillità. Spesso il pomeriggio, ma a volte anche la notte.

  1. La nostra collaborazione ti ha portato a disegnare i personaggi di una storia. Ti è piaciuta questa esperienza? Puoi descrivere come ti sei preparata per questo lavoro?
    Mi è piaciuta quest’esperienza, è una cosa che non avevo ancora provato ed è stato stimolante ed interessante. Come ricorderai, per prepararmi al meglio ti ho chiesto informazioni dettagliate sui personaggi da rappresentare, e poi sono andata a rileggere le parti della storia dov’erano presenti le loro descrizioni. Dopodiché, non nascondo che sono andata anche a ripassare un po’ di anatomia, specialmente maschile.
  2. Ami molto leggere, i tuoi autori e il tuo genere preferito?
    Difficile dire un genere preferito. Diciamo romanzi, in generale. E anche con gli autori sono abbastanza incostante per cui posso citare dei titoli che mi hanno lasciato un segno sul cuore: primo fra tutti “Il nome della rosa” di Umberto Eco. E poi “Notre Dame de Paris” di Hugo, “Veronika decide di morire” e “Undici minuti” di Choelo, “Cime Tempestose” di Emily Bronte. 
     
  3. Hai qualche progetto particolare che ti piacerebbe realizzare grazie alla tua arte?
    Non so se sia molto pertinente con la domanda, ma se si parla di progetti, la prima cosa che mi viene in mente è viaggiare. Se poi sarà grazie alla mia arte, e con la mia arte, sarà ancora meglio.
  4. Infine, un ultima domanda, sei soddisfatta dei titoli che trovi sugli scaffali della libreria? Cosa pensi dell’editoria italiana in generale?
    Mi cogli in fallo. Devo dire che non sono molto aggiornata sui titoli presenti sugli scaffali ultimamente. Sicuramente tra i “Big” figurano scrittori che apprezzo, come il già citato Eco, e scrittori che non mi capacito di come possano continuare ad aver successo, tipo Moccia che continua a sfornare volumi sfruttando l’onda di successo che ebbe “Tre metri sopra il cielo”. (Personalissima opinione).
    Credo però, che ci voglia maggiore risalto per gli esordienti. Tra di loro ci sono molti romanzi interessanti, prima fra tutti il tuo e non perché ti sono amica e ti voglio bene, ( d’altronde quando ho iniziato a leggere il tuo blog non ti conoscevo ancora) e nemmeno perché ho contribuito alla grafica del libro. Semplicemente perché ho letto la storia che hai scritto, e mi è piaciuta, mi ha emozionata, e a tratti anche commossa. A parer mio merita un gran successo. E te lo auguro con tutto il cuore.
Mi hai fatto arrossire, ti ringrazio molto.
Se volete conoscere tutte le opere ti Antonella Arrigo, sfogliate la sua galleria di DeviantART, rimarrete incantati.
Fania